Chianti Colli Pisani

Elogio del Chianti dei Colli Pisani e del Bianco Pisano di San Torpè: un'ode ai tesori enologici delle terre pisane

In Toscana, infatti, si celano tesori unici: il Chianti Colli Pisani e il Bianco Pisano di San Torpè. Questi, inoltre, sono vini di rara fattura. In particolare, raccontano la storia di una terra autentica.

Un viaggio sensoriale tra i vigneti delle colline pisane

Le colline pisane incantano con borghi medievali e paesaggi suggestivi. Qui, difatti, la tradizione vitivinicola è antica. Località come Terricciola, Lari, Chianni, Palaia, Fauglia e Casciana Terme producono vini autentici.

La superficie vitata è di circa 250 ettari. Inoltre, i terreni sono vari: sabbiosi, argillosi, calcarei e ciottolosi. Spesso, sono ricchi di conchiglie marine. Questa varietà, di conseguenza, dona ai vini pisani sapori e profumi unici.

Il Chianti Colli Pisani: un'armonia di sapori e profumi

Il Chianti Colli Pisani è elegante e morbido. L'equilibrio è perfetto. Inoltre, la beva è piacevole. Tuttavia, il disciplinare è rigoroso. Infatti, prevede la vendita dopo il 1° marzo. Inoltre, la resa massima è di 80 quintali per ettaro e il grado alcolico minimo è di 11,5°.

Questo vino versatile, pertanto, si abbina a molti piatti. Ad esempio, esalta carni bianche e rosse, formaggi stagionati e pesce. In definitiva, un'esperienza sensoriale unica.

Il Bianco Pisano di San Torpè: un'esplosione di profumi e sapori

Il Bianco Pisano di San Torpè è fresco e aromatico. Infatti, è prodotto con uve Trebbiano Toscano, Vermentino e altri vitigni a bacca bianca. Inoltre, i profumi sono floreali e fruttati. In particolare, si sentono note di mela, pera e agrumi.

Questo vino, dunque, è ideale con antipasti leggeri, primi piatti di pesce e verdure, e formaggi freschi. In altre parole, un inno alla gioia di vivere.

Un invito alla scoperta dei tesori enologici pisani

Le colline pisane, quindi, sono una meta imperdibile. Inoltre, i vini sono pregiati e i paesaggi incantano. Perciò, lasciati sedurre dai sapori del Chianti Colli Pisani e del Bianco Pisano di San Torpè. In conclusione, scopri un territorio ricco di tesori.

by Valentina
Chianti Colli Fiorentini

Chianti Colli Fiorentini DOCG: un'ode all'autenticità toscana

Nel cuore pulsante della Toscana, là dove la storia si intreccia con la natura, si cela un tesoro enologico di rara fattura: il Chianti Colli Fiorentini DOCG. Un vino che narra di tradizioni secolari, di colline ammantate di verde e di borghi medievali che custodiscono l'eco di un passato glorioso.

Un terroir d'eccellenza, culla di antiche tradizioni

Già nel lontano 1932, questa terra fu riconosciuta come un'area di produzione d'élite, un lembo di Toscana dove le colline, dolcemente modellate dal tempo, e i terreni fertili si fondono in un connubio perfetto per la viticoltura. I diciotto comuni che abbracciano questa denominazione, tra cui spiccano Impruneta e Strada, custodiscono un patrimonio vitivinicolo inestimabile, tramandato con passione di generazione in generazione.

Un disciplinare rigoroso, custode dell'autenticità

Questo vino DOCG si distingue per un disciplinare di produzione più severo rispetto al Chianti classico, un baluardo a difesa dell'autenticità e della qualità. La resa per ettaro, limitata a 56 ettolitri di vino, e l'immissione al consumo, posticipata al giugno successivo alla vendemmia, sono solo alcuni dei dettami che garantiscono un'esperienza sensoriale unica, un viaggio nel cuore del terroir toscano.

Il Consorzio Chianti Colli Fiorentini: un faro nella notte

Nato dalla lungimiranza di un gruppo di viticoltori appassionati, il Consorzio Chianti Colli Fiorentini si erge a custode di questa tradizione millenaria, promuovendo la qualità e diffondendo l'immagine di un'eccellenza enologica che affonda le sue radici nella storia. Il marchio del Consorzio, il Leone della torre di Palazzo Vecchio unito al calice del Chianti Colli Fiorentini, è un sigillo di garanzia e autenticità, un simbolo di un legame indissolubile con la terra.

Un Chianti "d'antan" che seduce l'anima

Il Chianti Colli Fiorentini DOCG si presenta con un manto rosso porpora intenso, un preludio a un'esperienza sensoriale che incanta i sensi. Al naso, si schiudono profumi floreali e speziati, con note vinose intense e persistenti, un invito a immergersi nella sua complessità. In bocca, il sapore asciutto e pieno, con una piacevole tannicità, regala un'emozione indimenticabile. Con una gradazione alcolica di 12,5% Vol. e una composizione che vede il Sangiovese protagonista (88%), affiancato da Canaiolo (8%) e Malvasia Rossa e Bianca (4%), questo Chianti si eleva a compagno ideale per cibi quotidiani e occasioni speciali.

Un invito a un viaggio nell'anima della Toscana

Il Chianti Colli Fiorentini DOCG è un passaporto per un viaggio nell'anima autentica della Toscana, un territorio dove la tradizione e l'eccellenza si fondono in un calice di vino. Lasciatevi sedurre dai suoi profumi inebrianti, dai suoi sapori avvolgenti e dalla sua storia millenaria, e vivete un'esperienza sensoriale che vi porterà nel cuore di una delle regioni più affascinanti d'Italia.

by Valentina

Il Nostro Amato Vino: Un Viaggio nella Storia e nella Scienza dell'Uva

Il nostro amato vino! Un viaggio nella storia e nella scienza dell'uva. Cenni storici sulla vite e sull'enologia non possono che partire dagli antichi Egizi: già intorno al 4000 a.C. la vite aveva fatto la sua comparsa in Egitto. Furono poi i Fenici a diffondere la coltivazione della vite in tutto il bacino del Mediterraneo, e in Europa venne importata tra il 2000 e l'800 a.C. L'Italia, addirittura, veniva chiamata Enotria (terra del vino), a testimonianza dell'importanza e della diffusione della vite nel nostro paese.

Tralasciamo i vari periodi, più o meno felici, che si sono succeduti, senza dimenticare l'apporto degli Etruschi, per arrivare al primo vero e proprio trattamento "industriale" della viticoltura, ad opera di un inglese, John Woodhouse. Questi, volendo imitare Sherry e Porto, pose le basi della moderna industria vinicola aprendo a Marsala il primo stabilimento enologico nel 1796 per produrre l'omonimo vino.

L'Acino: Cuore del Vino

L'acino è il principio di tutto. Abbiamo il graspo, o raspo, che occupa dal 3 al 5 percento dell'intero grappolo, ma è l'acino, con le sue tre parti (epicarpo, mesocarpo ed endocarpo, ovvero buccia, polpa e semi), a fare la parte del leone, occupando il 95-97 percento dello spazio.

L'acino non è importante solo perché fornisce il mosto, ma soprattutto per ciò che apporta al mosto stesso. La buccia contiene le sostanze coloranti, che danno l'aspetto finale al vino, oltre a sostanze minerali, tannini (fondamentali per l'invecchiamento) e aromi. La polpa, che rappresenta circa l'85 percento dell'acino, è costituita da fasci vascolari ricchi di mosto, dove si trova la maggior parte degli zuccheri, essenziali per la fermentazione. Gli zuccheri sono principalmente fruttosio e destrosio, presenti in quantità simili. L'endocarpo e i vinaccioli (semi) contengono acidi, tannini, sali minerali, vitamine, sostanze azotate e una buona percentuale di olio. Gli acidi sono cruciali per la qualità e la durata del vino, e si dividono in fissi e volatili. L'uva è l'unico produttore noto di acido tartarico.

Chiaramente, la percentuale di queste sostanze varia a seconda del terreno, della posizione geografica e dei fattori climatici, come avevano ben compreso gli Etruschi. Acidità e contenuto zuccherino sono inversamente proporzionali: al nord si ha elevata acidità e basso contenuto di zuccheri, al sud l'opposto. Questo spiega l'uso di mosti concentrati da Puglia e Sicilia nei vini del nord, poiché la legislazione italiana vieta l'aggiunta di zucchero al mosto.

Vini di Toscana

Vinificazione: Il Cuore della Produzione del Vino

Proseguendo nella breve analisi sulla produzione del vino, consideriamo quelle importantissime sostanze che "lavorano" nel vino durante la fermentazione del mosto.  

Enzimi e Lieviti: I Protagonisti della Fermentazione

Gli enzimi, prodotti dai lieviti, determinano la fermentazione alcolica. Alcuni di loro, prodotti dalle muffe, sono nocivi in quanto producono intorbidimenti nel vino detti Casse (Casse Ossidasica). I lieviti possono essere ellittici e apiculati. Al momento della pigiatura dell'uva se ne trovano circa 2,5 milioni per litro: sono organismi unicellulari. Gli apiculati, pur sviluppandosi per primi, non sono desiderati poiché producono numerosi difetti (ad esempio, eccessivo acido acetico) e vengono inibiti presto dalla fermentazione alcolica stessa (intorno ai 4 gradi alcolici). Gli ellittici (saccaromiceti) sono invece i nostri amici più cari, quelli che ci daranno il buon vino.   

La Selezione dei Lieviti: Un Processo Fondamentale

Non sempre (quasi mai) le cose vanno così. Ormai il perfezionamento è tale che il mosto viene sempre più spesso pastorizzato per purificarlo da tutti i microrganismi (batteri e muffe) e successivamente viene innescato il processo fermentativo mediante l'innesto di lieviti selezionati. Ci sono vere e proprie "fabbriche" di lieviti selezionati che forniscono i lieviti a richiesta, soddisfacendo le caratteristiche necessarie per la produzione di un determinato vino. In tal modo vengono attualmente prodotti in Francia tutti gli Champagne, ed ogni casa ha la propria "formula" segreta sia per quanto riguarda il tipo di lievito utilizzato che per quanto riguarda il "liquore di spedizione".   

In caso di pastorizzazione spinta, si avrà una Fermentazione Pura Assoluta, mentre se con la pastorizzazione non vengono eliminati completamente i microrganismi si parla di Fermentazione Pura Relativa (ovvio). I mosti, prima di essere vinificati, subiscono ulteriori correzioni, le più importanti riguardano gli zuccheri, l'acidità, i tannini, il colore, la solfitazione e la chiarifica con supporto di bentoniti.  

La Solfitazione: Un Passo Cruciale

Accenno solo alla solfitazione, che se mal eseguita provoca quelle frequenti sensazioni sgradevoli alla stappatura della bottiglia, sensazioni che dopo un breve periodo di ossigenazione del vino scompaiono. In pratica, per regolare la fermentazione alcolica, per favorire il passaggio dalla buccia al mosto delle sostanze coloranti, per illimpidire il mosto, per proteggere dall'ossidazione, si aggiunge al mosto dell'anidride solforosa. Ancora più massiccia è la dose se si vogliono trasportare i mosti evitando che si inneschi la fermentazione; questi mosti, infatti, una volta giunti a destinazione, devono essere desolfitati.   

I Diversi Metodi di Vinificazione

Siamo così giunti alla vinificazione. I sistemi possibili sono vari, ma i principali sono 3 più uno: bisogna anche pensare alla produzione (in continuo aumento) dei Novelli, che richiedono un particolare metodo di vinificazione.

  • Vinificazione in Bianco
  • Vinificazione sulle Vinacce (in Rosso)
  • Vinificazione in Rosato  
  • Vinificazione per Macerazione Carbonica

Mosto e bucce vengono immediatamente separati, così non vi è cessione di sostanze coloranti. L'uva pressata produce il mosto, che viene subito allontanato mediante degli sgrondatori dalle bucce, solfitato debitamente e poi messo nei recipienti di fermentazione. Il mosto prodotto da uve nere rimane a contatto delle bucce per il tempo necessario alla cessione delle sostanze coloranti; per evitare problemi di acescenza, si usano dei bastoni follatori o la tecnica del cappello sommerso per tenere le bucce sempre disperse nella massa del mosto. Ricordando che è vietato mischiare vino bianco e vino rosso, è evidente che la produzione del vino rosato è effettuata con una parziale vinificazione in rosso affinché le bucce diano una parziale colorazione al vino.   

Il metodo usato per la produzione dei Novelli (in Francia, i Beaujolais) prevede l'uso della fermentazione intracellulare dell'acino se sottoposto in ambiente anaerobico. I vini così ottenuti presentano qualità organolettiche migliori, ma hanno una scarsa tenuta all'invecchiamento. In pratica, il principio è di far fermentare in un ambiente privo di ossigeno gli acini. Questi non vengono pigiati, ma immessi in una vasca (di macerazione) precedentemente riempita di anidride carbonica. Gli studi sulla fermentazione intracellulare sono stati effettuati già intorno al 1870 da Pasteur. La fermentazione con Macerazione Carbonica è di difficile realizzazione, ma determina la produzione di vini molto brillanti, fruttati, morbidi e pronti alla mescita in breve tempo.  

Colore, Profumo e Gusto: L'Essenza del Vino  

Sono le tre cose principali da tenere in considerazione. Il colore è dovuto principalmente ai pigmenti (fenolici): tannini, antociani, leucoantociani, catechine, sostanze peptiche, sali minerali. C'è da tener presente che tutte queste sostanze col tempo tendono a "scomparire", vuoi per precipitazione, vuoi perché si legano ad altre sostanze dando origine a nuovi equilibri, o per ossidazione, o per semplice invecchiamento. Inoltre, molto importante è l'ambiente nel quale sono immerse: acidità, basicità e ossidazione determinano di riflesso la colorazione di un vino, poiché provocano differenti reazioni nei pigmenti fenolici.

Vini di Toscana

Gusto del Vino: Un Viaggio Sensoriale tra Sapori e Aromi

Concludiamo il nostro esame organolettico dei vini esplorando il gusto, l'ultima tappa di un viaggio sensoriale che coinvolge tutti i nostri sensi.

La Percezione del Gusto: Un'Esperienza Limitata ma Intensa

La percezione del gusto avviene in bocca, dove il nostro apparato gustativo, seppur limitato a quattro sensazioni fondamentali (dolce, salato, amaro, acido), ci permette di qualificare il vino in base alle sostanze che lo compongono.

Le Sostanze del Gusto: Un Equilibrio Perfetto

  • Sostanze "morbide": alcoli, zuccheri e glicerina, responsabili della sensazione dolce.
  • Sostanze acide: acido tartarico, malico, citrico, lattico, succinico e acetico, che conferiscono acidità.
  • Tannini: polifenoli e chinoni, che generano sensazioni amarotiche e astringenti.
  • Sali minerali e sostanze organiche: responsabili della sapidità.

Retrogusto: Un'Esplosione di Aromi

Non confondiamo gli aromi percepiti per via retronasale, il cosiddetto retrogusto, con il gusto vero e proprio. Il retrogusto è un'esperienza olfattiva, in cui gli aromi "riportati" in vita dagli enzimi della saliva raggiungono il naso attraverso i condotti retro-olfattivi.

La Degustazione del Gusto: Un Giudizio Complessivo

Durante la degustazione, valutiamo l'intensità e la persistenza delle sensazioni gustative, esprimendo un giudizio complessivo sull'armonia del vino. Un vino armonico è quello in cui le tre fasi dell'assaggio (visiva, olfattiva e gustativa) si susseguono in modo equilibrato.

L'Armonia del Vino: Un Concetto Chiave

L'armonia è un concetto fondamentale nella valutazione del vino. Un vino giovane, ad esempio, deve presentare freschezza e sapori vivaci, mentre un vino vecchio si caratterizza per tannini morbidi, scarsa acidità e profumi di frutta matura e spezie.

Profumo del Vino: Un Bouquet di Aromi che Racconta una Storia

Il profumo del vino è un elemento fondamentale nella degustazione, un vero e proprio viaggio olfattivo che svela la complessità e la personalità di ogni bottiglia. Con circa 600 costituenti diversi, il bouquet del vino è un mosaico di aromi che si evolvono nel tempo.

Le Tre Fasi del Profumo: Un'Evoluzione Aromatica

  • Aromi Primari o Varietali:
    • Legati alla tipicità dell'uva, sono facilmente riconoscibili in vitigni come Moscato, Malvasia, Traminer e Sauvignon.
    • Derivano principalmente da terpeni come linanolo, geraniolo e terpineolo.
    • Aromi di Pre-fermentazione:
      • Sostanze inodore che rilasciano il loro aroma durante i processi enzimatici (idrolisi).
      • Tipici di vitigni come Chardonnay e Riesling.
  • Aromi Secondari o di Fermentazione:
    • Si sviluppano durante la fermentazione, grazie ad alcoli, esteri e acidi.
    • Definiscono le caratteristiche aromatiche fondamentali del vino, la sua "carta d'identità".
  • Aromi Terziari o di Invecchiamento (Bouquet):
    • Si formano durante il lungo invecchiamento in bottiglia, attraverso processi di esterificazione, ossidoriduzione e acetilizzazione.
    • Il bouquet è un segno di maturità e complessità, non presente nei vini giovani.
  • Aromi del Legno:
    • Derivano dal contatto con le botti, in particolare le barrique.
    • Conferiscono al vino note di vaniglia (aldeide vanillica) e cannella (aldeide cinamica).

La Degustazione Olfattiva: Un'Analisi Approfondita

Durante la degustazione, valutiamo l'intensità e la persistenza dell'aroma, identificando gli odori principali (fiori, frutta, spezie). L'analisi olfattiva è fondamentale per riconoscere eventuali difetti e per apprezzare la complessità del vino.

L'Evoluzione degli Aromi: Un Viaggio nel Tempo

  • Vini giovani: aromi di fiori e frutta fresca (mela, limone, lamponi, more, fragole, ciliegie).
  • Vini maturi: aromi di frutta matura (banana, ananas), spezie (tabacco, pepe) e note di vaniglia (nei vini affinati in legno).

by Valentina

Immensa la Toscana e non per la dimensione geografica, ragguardevole; immensa per i caratteri del paesaggio, delle opere, degli usi, dei prodotti che sono, in una misura senza possibilità di raffronto, "marchiati" appunto dalla presenza continua, avvincente e multiforme, dell'uomo individuo; e quindi, a loro volta, diversissimi e mutevoli. I toscani sono, da sempre, in programmatica polemica l'uno con l'altro, l'uno per l'altro, l'uno contro l'altro. Guelfi e ghibellini: guelfi bianchi e guelfi neri; ghibellini grandi e ghibellini minimi - magnati, mercanti e artigiani; arti maggiori e minori; grassi e minuti; in ogni "fenomeno" di Toscana si evidenzia l'esasperato individualismo, in un continuo sormontarsi, unire e dividere, distinguere, precisare, proporre e contestare. Degli "stanti a sé" le città, i paesi, gli uomini; tre colli uno stato, un pugno di case libero comune, un giuoco il palio. Benedetti. Proprio da questa irriducibile volontà di indipendenza hanno origine le chiese, i palazzi, i monumenti, spinti sempre al meglio per l'affermazione della propria "parte". Non è luogo in Toscana, per quanto piccolo e povero e distante e isolato, in cui non ti attenda la sorpresa di un polittico, di una maiolica, di un affresco, degni, per magnificenza d'arte, di figurare in cattedrali o in raccolte cittadine (ricordi e realizzi in questo momento le parole di Voltaire: essere liberi significa essere capaci). Gli stessi caratteri negli usi - oggetto, al solito, del nostro maggiore interesse - "di tavola". Una cucina dritta, maschia, e senza tentennamenti, da che la si può misurare sulla fiamma odorosa dei legni. Fuori, solo fuori, ovunque vai, non sopporto l'imperio delle sue insegne: ristorante toscano, trattoria toscana, cucina toscana, osteria toscana. Ma come, tu la più semplice delle cucine d'Italia, la più fedele al prodotto primo, siano i fagioli di Sorana e i piselli di Empoli, siano le costate larghe dei "vitelli di valle", tu pronta al compromesso di ogni fuoco "straniero"? Alla malora. Nessuna cucina al pari di questa tutto punta sulle cotture immediate, spiedo e griglia, e tutto sui prodotti di una collina felice; esige di essere gustata in luogo, all'ombra magica dell'olivo delle Serre di Rapolano (ti stupisce il suo olio giallo dorato con riflessi verdognoli, sapido e deliziosamente fruttato, di corpo pieno ma non grasso, libero e spoglio di ogni acidità, vergine davvero di mille e una verginità) o in vista delle vigne, faticose e faticate, delle colline scarse e avare del Chianti. In virtù delle sue eccellenti condizioni ambientali, geologiche e climatiche, la Toscana è tra le regioni italiane meglio disposte alla coltura della vigna. Alcune decine di migliaia di anni fa la Toscana era coperta di grandi laghi e per una larga fascia costiera era sommersa dal mare. Tutti i territori delle sue città più importanti, ad eccezione di quello di Siena, si trovavano allora sott'acqua, mentre le colline alle spalle di Livorno e di Lucca erano isolotti o strisce di terra affioranti in questo mare, tanto che alle loro falde si trovano ancora resti di pesci e di conchiglie, piccoli fossili e perfino ramificazioni di corallo. Grosse isole erano anche il promontorio di Piombino e il monte Argentario Con il prosciugarsi dei laghi e la formazione dei bacini fluviali, la corsa a valle dei fiumi più grossi accumulò poi detriti e depositi alluvionali nelle zone più basse, formando le diverse pianure toscane, quelle in cui oggi sorgono Grosseto, Pisa, Firenze e Pistoia. Con il ritirarsi del mare si depositarono anche lungo la costa larghe fasce di sabbia e argilla (per esempio quella corrispondente alla attuale Versilia) dove l'acqua ristagnava paludosa e infetta condizionando il paesaggio vegetale e l'evoluzione animale, oltrechè naturalmente gli insediamenti umani. Altri acquitrini si formavano intanto anche nell'entroterra, nella Valdichiana e nel Valdarno inferiore tra Bientina e Fucecchio. Nel lungo periodo delle glaciazioni (quaternario antico) piccoli depositi glaciali si formarono sotto le vette più alte dell'Appennino tosco-emiliano e contemporaneamente si verificarono importanti fenomeni vulcanici di cui restano tracce evidenti soprattutto nella parte meridionale della regione, tuttora dominata dal monte Amiata (1770 s.l.m.), grande vulcano ormai spento e punteggiato di formazioni laviche (Roccastrada, Campiglia Marittima, Capraia), di imponenti speroni di tufo (Sorano, Pitigliano) e di riserve di vapore compresso che erompono nei soffioni di Larderello e nelle sorgenti termiche della Val d'Orcia. Nelle varie fasi preistoriche, dal paleolitico medio fino all'età del ferro, gli insediamenti umani hanno lasciato segni numerosi e diffusi (presso Arezzo, in Mugello, nelle Apuane, vicino a Talamone, a Cortona, a Montespertoli, a Pomarance) in grotte e anfratti rupestri. A quell'epoca gli uomini vivevano raggruppati in forme tribali nei boschi presso laghi e corsi d'acqua, in pendii al riparo dai pericoli delle immense e malsane paludi. Su queste genti si innestò, intorno al primo millennio avanti Cristo, la più definita e matura civiltà degli Etruschi Invasori, guerrieri o mercanti industriosi, occidentali o venuti dal lontano oriente, gli Etruschi rappresentarono la prima radice omogenea della regione. Stabilitisi prima tra l'Arno e il Tevere, si espansero in seguito su un territorio molto più vasto dell'attuale Toscana, comprendente anche l'Umbria e parte del Lazio, spingendosi a nord fino alla odierna Liguria. Il primo contributo della Toscana alla civiltà europea è contraddistinto dalla straordinaria inventiva e dalla imprenditorialità del popolo etrusco. Lo sfruttamento delle fertili vallate e delle miniere metallifere, unitamente allo sviluppo mercantile, caratterizzarono fortemente la civiltà di questo popolo ricco di immaginazione, di religiosità e di estro artistico. Agli Etruschi si devono la prima organizzazione politica, il primo sviluppo civile e il primo sistematico sfruttamento economico del territorio toscano. Essi trasformarono i dispersi abitati preistorici in città la cui vita si è sviluppata nei secoli fino all'età contemporanea. Città come Chiusi, Volterra, Cortona, Arezzo, Fiesole, Artimino, Comeana hanno una continuità di tre millenni che, a parte la Grecia, non può vantare nessun'altra regione d'Europa. Gli Etruschi non formarono mai un vero e proprio stato unitario; il loro sistema si fondò (come peraltro quello dei Greci) sulla coesistenza di città autonome e talora persino in lotta tra loro. Tuttavia era presente, in questo popolo, un forte sentimento di unità nazionale e religiosa; nel VII secolo a.C. l'egemonia etrusca si estese su gran parte dell'Italia centrosettentrionale (lambendo anche la pianura padana) giungendo anche a controllare la Corsica. I caratteri di questa civiltà si stemperarono però rapidamente. Già nel V secolo cominciò la decadenza, dovuta alla incapacità di resistere alle forti pressioni provenienti sia dal mare (ad opera dei Greci e dei Cartagine), sia da terra (da parte dei Galli e dei Romani). Ritiratisi progressivamente, gli Etruschi soggiacquero infine alla supremazia di Roma. I Romani imposero il loro dominio in Toscana già agli albori del III secolo a.C., tra le ultime guerre sannitiche e la prima guerra punisca. Anche se a tratti ostacolata o rallentata da alleanze degli Etruschi con in Galli, la conquista fu peraltro favorita, non di rado, dalla amicizia di alcune città etrusche come Arezzo, Cortona e Perugia. Non può dirsi, tuttavia, che la romanizzazione estinse completamente la grande civiltà preesistente sul suolo di Toscana, poichè non poco di essa trapassò nei nuovi conquistatori. Il ceto dominante etrusco fu gradualmente assorbito nella romanità, anche per la lingua: nell'ultimo secolo a.C. l'etrusco è quasi interamente soppiantato dal latino, a causa delle forti immigrazioni di coloni che innovarono profondamente le città vecchie o ne fondarono di nuove. Nel primo secolo della dominazione la regione continuò a prosperare favorita dal governo romano. Il territorio fu in gran parte ordinato secondo il sistema della federazione, che lasciava una certa autonomia formale alle città e che durò fino alla concessione della cittadinanza romana a tutte le genti italiche (91 a.C.). Roma diede inoltre particolare impulso alle opere pubbliche e specialmente alle grandi vie di comunicazione che congiungevano l'Urbe all'Etruria e, di qui, alla Gallia cisalpina. Tra queste la via Aurelia (lungo il mare), la Clodia (che da Veio si allacciava all'Aurelia), la Cassia (da Roma a Fiesole) e la Flaminia (che per Arezzo attraversava l'Appennino scendendo nell'Emilia). Ciò nonostante, nell'ultimo periodo dell'età repubblicana l'Etruria andò incontro ad un decadimento sempre più marcato. Fattori di tale decadimento furono sia le guerre civili dei Romani (che ebbero teatro proprio in Etruria), sia il flagello della malaria, molto diffusa sulla fascia costiera. A ciò si aggiunse la crisi della coltura a grano (non più redditizia per le importazioni dall'Oriente e dall'Egitto) e dell'industria mineraria. All'inizio dell'età imperiale l'Etruria appariva dunque una regione in forte declino e soggetta ad un progressivo spopolamento. L'imperatore Augusto cercò, con opportune leggi, di risollevare le sorti della regione costituendo nell'Etruria la "VII regione", avente per confine settentrionale l'appennino tosco-emiliano e per confine meridionale il fiume Tevere. Alla fine del III secolo l'imperatore Diocleziano introdusse un nuovo ordinamento: l'Etruria (che già veniva chiamata "Tuscia") venne unita amministrativamente all'Umbria. A capo della regione fu posto un "Corrector", che aveva sede a Florentia. In seguito, sul finire dell'impero, la parte nord dell'Etruria fu poi unita all'Emilia. Le prime orde barbariche rappresentarono per la Toscana solo tempeste passeggere. Un'era nuova per la Toscana si aprì con la conquista longobarda, che conferì alla regione una importanza politica e militare come terra di confine verso i domini bizantini. Gli insediamenti longobardi nella Toscana furono relativamente intensi nella Lucchesia, nella Garfagnana, nella Lunigiana, nel Pistoiese, nel Pratese, nel Senese e nel Chiusino. Il dominio longobardo portò anche una piccola rivoluzione stradale. La via Cassia, troppo esposta agli attacchi bizantini e resa difficile dall'impaludamento della Chiana, fu sostituita da un nuovo percorso (quello attuale) per Radicofani, Siena, la Valdelsa, Lucca. Ciò significò l'inarrestabile decadimento di Chiusi, una certa eclissi di Firenze e il progredire di Siena. La nuova via divenne, insieme con la Flaminia, la più importante dell'Italia centrale, percorsa da pellegrini (donde il nome di via Romea o Francigena) e anche da grandi personaggi. Il percorso fu punteggiato da ospizi e vigilato, nel tratto più difficile, dall'abazia di San Salvatore sul monte Amiata, allora il più grande centro monastico della Toscana. Il dominio franco (774 - 888) non alterò sostanzialmente questa situazione. Ai signori longobardi si sostituirono o si aggiunsero signori franchi o anche di altre stirpi germaniche. Frattanto la zona costiera cadeva sempre più in abbandono, anche per le incursioni dal mare dei saraceni e dei normanni. Solo Pisa resistette, tenendo i contatti con la Corsica e la Sardegna. La Toscana feudale non fu mai un aggregato politico unitario, specie dalla metà dell'XI secolo quando singole città (come Pisa, Siena, Firenze, Pistoia, Prato e Arezzo) cominciarono ad emergere e a rappresentare istanze proprie. Lucca declinò rispetto a Pisa, la quale ottenne successi navali contro i saraceni d'Africa e di Spagna. In quel tempo la Toscana era percorsa da nuovi fermenti politici e religiosi (nacquero due nuovi ordini religiosi, quello dei camaldolesi e quello dei vallombrosani). La Toscana stava cambiando volto: le città cominciavano a battere vie proprie, ed anche ad ingaggiare guerre proprie (Pisa contro Lucca, Firenze contro Fiesole, Siena contro Arezzo). La feudalità cedeva progressivamente alla forza espansiva delle città. Nel XII secolo il processo di frantumazione della Toscana in tante città-stato era ormai compiuto, non ostacolato né dalla resistenza di qualche vescovo né dall'energica politica imperiale di Federico Barbarossa e di Enrico VI. Fino ai primi decenni del XIII secolo Pisa fu all'avanguardia delle città toscane, mentre Lucca segnava il passo. Siena, peraltro, precedeva ancora Firenze nelle grandi speculazioni dei suoi banchieri che intrecciavano rapporti sia con la curia papale che con i signori di Francia e Inghilterra. Firenze, tuttavia, ascendeva lentamente ma inarrestabilmente verso un ruolo egemone, sviluppando le sue industrie e i suoi commerci (tra cui l'industria tessile). Le tensioni si accrebbero e si complicarono, mentre Federico II tendeva ad utilizzare le città toscane come punto di forza per la sua politica contro il papato. Con la scomparsa di Federico II (1250) esplosero infine le forze popolari e si verificarono veri e propri rivolgimenti costituzionali, contraddistinti dalla presenza, nei governi cittadini, delle organizzazioni artigiane. L'affermazione dei governi popolari, dopo un periodo di forti pressioni imperiali (ghibelline), finì per identificarsi con il guelfismo. Nel decennio 1250-1260 Firenze fu alla testa delle città guelfe. Un governo energico e ricco di iniziative favorì il primato fiorentino in campo finanziario ; inoltre, sviluppandosi l'industria tessile associata alla speculazione bancaria, si verificò a Firenze l'unico esempio di impresa capitalistica del medioevo. Il primato economico di Firenze in Toscana (e la sua importanza anche a livello internazionale) è simboleggiata, in quegli anni, dalla coniazione del fiorino d'oro. Delle due antiche rivali, Siena entrò in una fase di lento declino mentre Pisa subì la disfatta sul mare della Meloria, stentando poi a ritrovare fortuna in una politica di terraferma.Prato si affacciò sui mercati europei con i pannilana prodotti dagli artigiani locali. Il primato di Firenze cominciò ad estendersi anche nel campo della cultura e dell'arte. grave l'età del "dolce stil novo", l'età di Dante. Siamo alla fine del medioevo, siamo in presenza di una civiltà nuova, tipicamente laica e borghese. Qui ci sono i germi della nazione italiana la quale, in assenza di una unità politica, per secoli e secoli si riconoscerà nella propria lingua e nella propria civiltà letteraria. In tal senso il ruolo della Toscana, e di Firenze in particolare, risulta fondamentale. Per quanto sia ancora lontana dal dominare tutta la Toscana, d'ora in poi la storia di Firenze è ormai la storia dell'intera regione. Nel 1406 Firenze assoggetta definitivamente Pisa, mentre Prato era passato sotto il suo dominio politico nel 1351. Poco dopo è la volta di Livorno (ancora un piccolo porto), mentre né la Lucca dei Guinigi né la Siena dei Petrucci possono più gareggiare con gli splendori dell'umanesimo fiorentino, con il fervore creativo dei suoi cenacoli letterari e filosofici. Col rinascimento si afferma coscientemente la centralità dell'uomo e della natura (elementi già percepibili nel secolo precedente). Quanto più la società civile e l'economia si affrancano dalle catene della dottrina ecclesiastica e dal dominio feudale, tanto più l'uomo si rivolge con decisione e consapevolezza alla immediata realtà della percezione fisica e sensoriale. La Toscana diviene la più grande officina di idee e di invenzioni. I rigidi schemi del passato cedono il passo ad un linguaggio libero, limpido, ben articolato. Un arricchimento culturale così ampio e profondo non trova riscontro in nessun altra parte del mondo di allora. Il secolo XV è contrassegnato dalla ascesa della famiglia dei Medici (originaria del Mugello), la quale acquista in Firenze un ruolo egemonico fino ad impadronirsi pienamente del potere politico. Abbattute le famiglie rivali (tra cui gli Albizzi) nel 1434 l'oligarchia si trasforma di fatto, anche se non ancora di diritto, in una vera e propria signoria. I Medici governano con splendore, dando incremento vastissimo al commercio, all'industria, alle arti e alle lettere, il che porta Firenze ad essere capitale ricca e vivace di un vasto territorio e centro culturale ineguagliabile. Con i suoi 100.000 abitanti (Londra ne conta appena 40.000!), la città toscana è a quell'epoca uno dei più grandi centri del mondo, paragonabile all'odierna New York. Sul piano politico, civile e culturale, la trasformazione delle vecchie istituzioni in un potere nuovo e più chiaramente personale è compiutamente incarnata da Lorenzo de'Medici, detto "Il Magnifico", nipote di Cosimo il Vecchio e che assume il potere nel 1469. La saggia politica di equilibrio che egli conduce nei rapporti con gli altri Stati garantisce un lungo periodo di pace e di prosperità, mentre la sua personale inclinazione alle cose d'arte e il suo mecenatismo fanno sì che Firenze raggiunga in quegli anni il massimo splendore. Il volto della città si trasforma. I nuovi ideali si concretizzano non solo nella edificazione di un grande apparato architettonico, monumentale e decorativo, ma nella collocazione di tutto ciò all'interno di un tessuto urbano ridisegnato secondo la nuova concezione di vita. Protagonisti di questo nuovo modo di pensare sono Filippo Brunelleschi (si può dire che con lui nasce l'architettura moderna), Donatello, Alberti, Ghiberti, Masaccio, Botticelli, Piero della Francesca e lo stesso Leonardo da Vinci. Durante il gran conflitto europeo fra monarchia francese e monarchia austro-spagnola, nella prima metà del XVI secolo la Toscana potè serbare una sua formale indipendenza soprattutto grazie alla accorta politica di due papi medicei nepotisti (Leone X e Clemente VII) e di quella del loro nipote Cosimo I. In un mondo diviso tra grandi e potenti Stati centralizzati la Toscana stenta a conservare un ruolo primario. Agli inizi del XVII secolo la "virtù" fiorentina si indebolisce in tutti i campi. La vita intellettuale ed artistica continua a fiorirvi, ma già da tempo i papi medicei tendono a spostare a Roma il centro della cultura attirandovi il genio fiorentino (è a Roma che nel 1564 muore Michelangelo, l'ultimo grande fiorentino con il quale si chiude il periodo splendido di Firenze). Peraltro dei sette granduchi medicei sono pochi i principi di rilievo. Tra questi Ferdinando I (1587 - 1609), che continua in tutti i sensi la politica del grande Cosimo I e dà nuovo impulso all'opera storicamente più importante del Granducato: il porto di Livorno. Questo, grazie ad una politica di libera apertura alle navi e alle merci straniere, salì rapidamente al ruolo di importante emporio mediterraneo. Livorno divenne la seconda città del granducato, dopo Firenze, per numero di abitanti ed operosità delle imprese. Intanto Prato con la sua fiorente attività tessile aveva aumentato prestigio nel Granducato e sui mercati italiani ed europei, malgrado le leggi protettive medicee a favore delle manifatture tessili fiorentine il lanificio pratese seppe adattarsi alle nuove regole produttive e proseguì la sua ascesa fino a far diventare la città il più importante centro tessile della Toscana. Firenze, come centro manifatturiero, manteneva una certa superiorità sulle altre città anche grazie ai privilegi concessi a favore delle corporazioni artigiane. Negli altri centri l'amministrazione rimase incentrata in una oligarchia che si restrinse sempre più in un piccolo patriziato cittadino, che via via si insignì di titoli nobiliari (conti, marchesi, baroni). Gli elementi più vivaci di questo patriziato si impegnarono occasionalmente in imprese contro i Turchi (che vide la Toscana alleata dell'Impero) o per la difesa della libertà di navigazione nel Tirreno (in accordo con l'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano con sede a Pisa). Alcuni principi medicei ebbero propensione per gli studi, promossero ricerche e raccolte di opere d'arte. A Firenze si sviluppò un nuovo ambiente, quello delle Accademie, che riunivano studiosi attenti assiduamente impegnati nel fissare le norme dei generi artistici e letterari. Da allora le Accademie fiorirono nel mondo intero. Tra quelle sorte a Firenze, la più nota fu (ed è ancora) l'Accademia della Crusca, che nel 1612 pubblicò il primo vocabolario della lingua italiana. Non si devono dimenticare le tre Università toscane. Tra queste, nel seicento, la più viva fu certo Pisa, favorita anche dalla generosità del granduca Ferdinando II (1621 - 1670) che protesse il grande pisano Galileo Galilei Per tutto il seicento la dinastia medicea va indebolendosi fin quando, agli inizi del '700, il granducato di Toscana diventa un problema europeo. Infatti nessuno dei due figli di Cosimo III (1670 - 1722) aveva eredi. Quando nel 1737 morì Gian Gastone, l'ultimo dei Medici, furono le grandi potenze a decidere: la Toscana sarebbe stata data a Francesco Stefano, ex duca di Lorena e consorte di Maria Teresa d'Asburgo, l'unica figlia dell'imperatore Carlo VI. Questi, tuttavia, si limitò ad una visita solenne a Firenze nel 1739 (di cui rimane memoria nell'arco di trionfo della Porta San Gallo), affidando poi la cura del granducato ad un Consiglio di reggenza e ad un esercito composto di lorenesi e lombardi. Il granducato perde così ogni autonomia e diviene un satellite dell'impero. Ma nella seconda metà del settecento il risveglio spontaneo di forze indigene, non ostacolato dai governatori reggenti, fa sì che la Toscana cominci a risollevarsi dal torpore in cui era caduta sotto gli ultimi granduchi medicei. Nel 1753 nomi illustri del patriziato e della borghesia intellettuale danno vita alla Accademia dei Georgofili, mediante la quale si esprimono gli interessi di una Toscana non più manifatturiera e mercantile ma essenzialmente agraria. Con Pietro Leopoldo (1765 -1790) il granducato di Toscana, secondo-genitura della casa degli Asburgo-Lorena, acquista una vera autonomia. In una Toscana in cui l'agricoltura è divenuta l'attività principale, mentre l'industria e il commercio perdono di importanza ad eccezione del territorio pratese ormai vocato all'attività tessile ed alla commercializzazione dei suo prodotti, il granduca introduce una serie di riforme. Nel 1770 viene istituita, tra l'altro, una Camera di Commercio delle Arti e delle Manifatture, la prima in Italia. Ferdinando III, successore di Pietro Leopoldo (che nel 1790 è divenuto imperatore), non riuscì ad impedire l'occupazione dell'intera Toscana da parte delle truppe francesi di Napoleone. Questa occupazione durò dal 1799 al 1814. Dapprima (nel 1801) Firenze fu capitale del regno d'Etruria (che Napoleone cedette ai borboni di Parma), in seguito (nel 1807) la Toscana, unita al grande impero francese, fu divisa in tre dipartimenti, i quali furono poi di nuovo riuniti in un unico granducato (affidato da Napoleone alla sorella Elisa Baciocchi). La restaurazione del 1814 fu gestita da Ferdinando III, che finì con l'annientare ogni libertà comunale nominando egli stesso i gonfalonieri delle città. Ma l'occupazione francese aveva introdotto nelle nuove classi colte del paese il fermento della libertà e dell'indipendenza nazionale, cui i granduchi erano contrari (essendo legati alla politica austriaca). L'opinione pubblica, quindi, comincia progressivamente a distaccarsi da essi. Nel 1819 Giampiero Vieusseux fonda a Firenze l'omonimo gabinetto di lettura e di discussione, che diventa ben presto il centro delle nuove idee basate sul desiderio di indipendenza nel quadro di una Italia unitaria. Firenze, per la forza di queste idee ed anche per la sua eccezionale tradizione, torna ad essere il centro intellettuale d'Italia ed uno dei più importanti d'Europa. A Firenze soggiornano tutti gli ingegni della Giovane Italia (tra i quali Foscolo, Manzoni, Leopardi, Tommaseo), ma anche illustri stranieri come Chateaubriand, Shelley, Byron, von Platen. Dal 1824 il nuovo granduca Leopoldo II si sforza di fare della Toscana uno Stato moderno bonificando la Maremma, stimolando i commerci di Prato e di Livorno ,sovvenzionando la costruzione di linee ferroviarie e, addirittura, facendo costruire tra Firenze e Pisa (nel 1846) la prima linea telegrafica d'Italia. Ma tra Leopoldo e il suo popolo si è aperto un solco non più colmabile. Durante la sollevazione del 1848 il granduca fugge a Roma e poi a Gaeta. L'anno dopo torna a Firenze con l'appoggio delle truppe austriache, ma dovrà rassegnarsi ad un esilio definitivo quando, nel 1859, scoppia la guerra tra il re di Sardegna (sostenuto dalla Francia) e l'Austria. A Firenze si costituisce un governo provvisorio e, nel 1860, viene organizzato da Bettino Ricasoli un plebiscito che sancisce l'annessione dell'intero paese al regno di Sardegna-Piemonte. Così il 16 aprile 1860 Vittorio Emanuele II fa il suo ingresso i Firenze, che abbandona coscientemente la propria tradizione di libertà per confluire nella grande patria comune. La città si afferma immediatamente come uno dei centri essenziali dell'Italia unita. Nel 1861 viene allestita a Firenze la prima esposizione italiana dell'industria e dell'artigianato. Nasce il quotidiano "La Nazione", dal titolo significativo. Qualche anno più tardi (nel 1865) Firenze diviene la prima capitale del regno d'Italia. Pochi anni dopo, tuttavia, la capitale e il governo si trasferiscono a Roma, e Firenze ridiviene un centro regionale dove hanno sede l'arcivescovo, una Corte d'Appello, un comando di corpo d'armata, un Provveditore agli studi. Dato che la Toscana è un paese essenzialmente agricolo, Firenze è soprattutto un grande mercato di vino, di olio, di granaglie e di bestiame. Si sviluppano, però, anche alcune industrie importanti come la fonderia del Pignone (che utilizza il ferro dell'isola d'Elba) e la fabbrica di ottica e strumenti di precisione che prende il nome di Galileo. Frattanto Firenze si trasforma, realizzando le sistemazioni previste dall'architetto Giuseppe Poggi, tra cui la cerchia dei viali di circonvallazione. La qualità della Università attira eminenti studiosi, grazie alla presenza dei quali Firenze continua ad essere il vero centro intellettuale d'Italia. Insieme a Milano, Firenze è anche uno dei due centri dell'editoria italiana. L'artigianato fiorentino conserva una qualità inimitabile e si esprime in prodotti come i ricami, le pelli lavorate, le ceramiche, le sculture, i mosaici, i legni scolpiti, i metalli lavorati, i vetri artistici e la celeberrima paglia intrecciata. A Prato, dalla metà del secolo, l'attività tessile assume la dimensione d'industria moderna per effetto della rivoluzione industriale che porta sostanziali innovazioni sui macchinari e sulle tecnologie. Nel primo decennio del secolo XX la vita intellettuale in Toscana, che era stata florida nel granducato lorenese e che aveva poi ceduto un poco a Roma, Milano e Napoli, si riprese grazie a movimenti non soltanto letterari ma anche apertamente politici, promossi da riviste fiorentine di livello nazionale come "La Voce" di Prezzolini e Papini o "Il Regno" di Corradini. L'allargamento del diritto di voto, fino al suffragio universale, irrobustì le posizioni di sinistra in molti comuni medi e rurali, mentre le forze cattoliche si accordavano con quelle liberali contro il pericolo socialista che appariva particolarmente grave a causa della crescente industrializzazione del paese (i cantieri Orlando a Livorno, i lanifici di Prato, le cartiere della Lima, l'industria di Larderello etc..). Tuttavia i conflitti di classe, il sorgere delle prime amministrazioni comunali socialiste, l'ascesa di nuove forze politiche e il declino di altre non costituirono un ostacolo al progresso generale della regione che, come tutta l'Italia, beneficiò del periodo d'oro dei primi lustri del secolo. La prima guerra mondiale (1914 - 1918), che sorprese la Toscana in una fase di notevole sviluppo industriale, ebbe una serie di ripercussioni economiche e politiche che dettero origine a un periodo di violente agitazioni, comuni alla maggior parte d'Italia. Dopo il 1922 anche la Toscana si adattò alla dittatura fascista. I coraggiosi tentativi di opposizione (tra cui quello della rivista "Non mollare") si esaurirono rapidamente sotto la violenza delle persecuzioni che culminarono nel 1925 a Firenze con una serie di uccisioni. Nella seconda guerra mondiale (1940 - 1945) anche le città toscane furono esposte quasi tutte ai bombardamenti, con danni notevoli specialmente a Livorno, Pisa e Firenze. Le disgraziate vicende militari, e la sensazione del crollo imminente del fascismo, accelerarono la ricostituzione clandestina dei vari partiti e l'inizio di una lotta decisa che, dopo l'8 settembre 1943, divenne lotta contro i tedeschi. Le popolazioni toscane, sia cittadine che rurali, diedero un grande contributo di coraggio e di sangue alla resistenza, e anche in Toscana non mancarono episodi di feroce rappresaglia contro i partigiani. Ristabilita la pace, nel referendum del 1946 la Toscana si pronunciò a larga maggioranza a favore della istituzione della repubblica. Da allora la regione ha dato un contributo notevole di uomini che hanno spesso ricoperto posizioni di primo piano nella vita politica nazionale. Sul piano economico, i successi della piccola e media industria e dell'artigianato hanno consolidato il prestigio della Toscana a livello internazionale. Ma una delle più fiorenti attività della Toscana contemporanea è il turismo, i cui punti di forza sono costituiti, oltre che dalla bellezza e varietà dell'ambiente, dalla grandezza che le hanno dato gli alti ingegni dei secoli passati. Ai ricchi viaggiatori del settecento e ai letterati, artisti ed esteti dell'ottocento si succedono, oggi, folle di turisti che vengono a contemplare alcune delle opere più meravigliose dell'uomo. La Toscana di oggi ha conservato, modificandolo, il suo carattere universale il quale non dipende più tanto dalla espansione dei suoi mercati e dei suoi prodotti quanto dalla qualità umana dei capolavori che custodisce e dalla varia origine delle folle che la visitano.

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Musei a Pisa

ARCHAEOLOGY University of Pisa Collections of Egyptology Pisa - Dipartimento di Scienze Storiche, via S. Frediano, 12 Phone 050/598647 - 911579 ART Museum of Sinopites Pisa - p.zza Duomo Phone 050/560547 ART National Museum Pisa - Lungarno Pacinotti, 46 Phone ART St. Matthew National Museum Pisa - p.zza San Matteo, 1, lungarno Mediceo Phone 050/541865 ART AND ARCHAEOLOGY Plaster Gallery of the Archaeology Department Pisa - Palazzo Ricci, via Santa Maria, 8 Phone 050/911650-911652 ART AND ARCHAEOLOGY The Cathedral Vestry Board Museum Pisa - p.zza Duomo Phone 050/560547 ART AND ARCHAEOLOGY The Old Churchyard Museum Pisa - p.zza Duomo Phone 050/560547 SPECIALIZED MUSEUM Domus Mazziniana (Mazzini's House) Pisa - via Mazzini, 71 Phone 050/24174 SPECIALIZED MUSEUM National Museum of Calculating Devices Pisa - via Nicola Pisano, 25 Phone 050/911212-911247 (Physics Dep. of the Univ. of Pisa) SCIENCE AND TECHNOLOGY Anatomy Museum of the School of Veterinary Science Pisa - Dip. di Anatomia, Biochimica e Fisiologia veterinaria, v.le delle Piagge, 2 Phone 050/570715 SCIENCE AND TECHNOLOGY Museum of the Institute of Normal Human Anatomy Pisa - via Roma, 55 Phone 050/560475 PROVINCE OF PISA ART Museum of Religious Art Bientina (Pisa) - Pieve di Bientina Phone 0587/755513 (Parish) ART National Museum of the Carthusian Monastery Calci (Pisa) - Certosa di Calci, via Roma, 79 Phone 050/938430 NATURAL HISTORY Museum of Natural History and the Territory Calci (Pisa) - Certosa di Calci, via Roma, 79 Phone 050/936193 ART AND ARCHAEOLOGY F. Baldinucci Castle and Municipal Museum Lari (Pisa) - p.zza del Castello, 1 Phone 0587/684126 (Private) 684112 (Town Hall) ANTHROPOLOGY Permanent Exhibition of Rural Civilization Montefoscoli (Pisa) - via A. Vaccr, 49 Phone 0587/657014 (private) ANTHROPOLOGY Museum of Labour and Rural Civilization Palaia (Pisa) - loc. S. Gervasio di Palaia, via Palaiese, 30 Phone 0587/484361 SPECIALIZED MUSEUM The Icon Museum Peccioli (Pisa) - Palazzo pretorio, p.zza Domenico da Peccioli Phone 0587/672877 (Museum) 67261 (Town Hall) HISTORY Bicocchi Museum Pomarance (Pisa) - Palazzo Bicocchi, via Roncalli Phone 0588/65022 (Town Hall) SCIENCE AND TECHNOLOGY Museum of Geothermics Pomarance (Pisa) - loc. Larderello, p.zza Paolina Phone 0588/67724 ARCHAEOLOGY Archaeology Museum San Miniato (Pisa) - ex Frantoio, via San Ridolfo, 3 Phone 0571/400312 ART Art Collection of the Archconfraternity of Mercy San Miniato (Pisa) - Palazzo Roffia, via Augusto Conti 40/42 Phone 0571/42276 ART Conservatory of St. Clara San Miniato (Pisa) - via Roma Phone 0571/401047 ART Diocesan Museum of Religious Art San Miniato (Pisa) - p.zza Duomo Phone 0571/418071 (Diocesan Curia) SPECIALIZED MUSEUM Academy of the Euteleti San Miniato (Pisa) - Palazzo Migliorati, via XX Settembre, 21 Phone 0571/401047 ARCHAEOLOGY M. Guarnacci Etruscan Museum Volterra (Pisa) - Palazzo Desideri-Tangassi, via Don Minzoni, 15 Phone 0588/86347 ART Diocesan Museum of Religious Art Volterra (Pisa) - Palazzo Vescovile, via Roma, 13 Phone 0588/86290 ART Picture Gallery and Municipal Museum Volterra (Pisa) - Palazzo Minucci Solaini, via dei Sarti, 1 Phone 0588/87580

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Musei a Lucca

ART Palazzo Mansi National Museum and Gallery Lucca - Palazzo Mansi, via Galli Tassi, 43 Phone 0583/55570 ART The Cathedral Museum Lucca - via dell'Arcivescovado Phone 0583/490530 ART The Plaster Cast Gallery of the A. Passaglia School of Art Lucca - p.zza Napoleone, 29 Phone 0583/492776 ART AND ARCHAEOLOGY Villa Guinigi National Museum Lucca - via della Quarquonia Phone 0583/496033 NATURAL HISTORY Municipal Museum of Natural History of the N. Machiavelli High School Lucca - Palazzo Lucchesini, via degli Asili, 35 Phone 0583/46471 SPECIALIZED MUSEUM Puccini's House Lucca - loc. Corte di S. Lorenzo, via di Poggio, 9 Phone 0583/584028 HISTORY Museum of 1943-1945 Liberation Lucca - Palazzo Guinigi, via Sant'Andrea, 43 Phone 0583/3420010-490294 (Private) HISTORY Museum of Risorgimento Lucca - Palazzo della Provincia, Cortile degli Svizzeri, 6 Phone 0583/91636-955765 PROVINCE OF LUCCA ART AND ARCHAEOLOGY Museum of Old Altopascio's Object History Altopascio (Lucca) - p.zza Ospitalieri Phone 0583/216280 (Municipal Library) 216455 (Town Hall) ARCHAEOLOGY Territorial Museum of History and Archaeology Bagni di Lucca (Lucca) - loc. Bagno alla Villa, Villa Webb Phone 0583/809925 (Culture Office) SPECIALIZED MUSEUM The Casino Museum Bagni di Lucca (Lucca) - loc. Ponte a Serraglio, Regio Casinn, via del Casinn Phone 0583/809925 86179 (Culture Office) SPECIALIZED MUSEUM The Spa Museum Bagni di Lucca (Lucca) - loc. Bagno alla Villa, Villa Webb Phone 0583/809925 (Culture Office) ARCHAEOLOGY Barga's Territory Municipal Museum Barga (Lucca) - Palazzo Pretorio, p.le Arringo Phone 0583/711100 (Museum) 724770 (Culture Office) SPECIALIZED MUSEUM G. Pascoli House Barga (Lucca) - loc. Castelvecchio Pascoli, via Caprone, 4 Phone 0583/766147 ARCHAEOLOGY Archaeology Museum Camaiore (Lucca) - Palazzo Tori-Massoni, via Vittorio Emanuele, 181 Phone 0584/986335 (Town Hall) ART Museum of Religious Art Camaiore (Lucca) - via IV Novembre, 71 Phone 0584/982120-989851 ART AND ARCHAEOLOGY Municipal Collection and Renaissance Ceramics Camporgiano (Lucca) - Rocca Estense, p.zza S. Giacomo Phone 0583/618888 (Town Hall) ART Villa Mansi Capannori (Lucca) - loc. Segromigno in Monte, via delle Selvette, 257/259 Phone 0583/920096 ART Villa Torrigiani Capannori (Lucca) - loc. Camigliano Phone 0583/928041-928008 ANTHROPOLOGY Permanent Ethnographical Exhibition for a Rural Museum of Lucca's Plain Capannori (Lucca) - via Romana, 16 Phone 0583/935808 (Private) 935494 (Association) ARCHAEOLOGY "The Mesolithic" Permanent Exhibition of Archaeology Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) - via Vallisneri, 10 Phone 0583/62746 (Culture Office) ARCHAEOLOGY The Apuan Ligurians Permanent Exhibition of Archaeology Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) - Rocca Ariostesca, piazzetta Ariosto, 1 Phone 0583/62746 (Culture Office) ANTHROPOLOGY Don Luigi Pellegrini Ethnography Museum Castiglione di Garfagnana (Lucca) - fraz. San Pellegrino in Alpe, via del Voltone, 14 Phone 0583/649072 (Museum) 68604 (Museum Attendant) SPECIALIZED MUSEUM The Emigration and Plaster Statuette Museum Coreglia Antelminelli (Lucca) - Palazzo Vanni, via del Mangano, 17 Phone 0583/78082 ARCHAEOLOGY Museum of Antiquities Massarosa (Lucca) - loc. Massacciuccoli, via Pietra a Padule Phone 0584/975866 (Museum) 93296 (Municipal Library) SPECIALIZED MUSEUM The Chestnut Tree Museum Pescaglia (Lucca) - loc. Colognora Phone 0583/358159 (Museum) 954465 (Private) SPECIALIZED MUSEUM The Puccinis' House Pescaglia (Lucca) - fraz. Celle dei Puccini, via Meletori, 27 Phone 0583-359154 (Private) ARCHAEOLOGY B. Antonucci Archaeology Museum of Versilia Pietrasanta (Lucca) - Palazzo Moroni, p.zza Duomo, 1 Phone 0584/791122 (Municipal Library) 795289 (Museum) ART The Model Museum Pietrasanta (Lucca) - ex Convento di S. Agostino, via Sant'Agostino, 1 Phone 0584/791122 (Municipal Library) SPECIALIZED MUSEUM Giosuè Carducci's Birthplace Pietrasanta (Lucca) - loc. Valdicastello Carducci, via Comunale, 138 Phone 0584/791122 (Municipal Library) ARCHAEOLOGY Archaeology Educational Exhibition Porcari (Lucca) - via Roma, 28 Phone 0583/211832 (Municipal Library) NATURAL HISTORY "Parco dell'Orecchiella" Natural History Museum S. Romano di Garfagnana (Lucca) - loc. Orecchiella Phone 0583/619098 (Museum) 65169 (Information Office) ANTHROPOLOGY The Versilia Museum of Labour and Folk Traditions Seravezza (Lucca) - Palazzo Mediceo, via del Palazzo Phone 0584/756100 (Municipal Library) HISTORY Historical Museum of the Resistance Stazzema (Lucca) - loc. Sant'Anna di Stazzema Phone 0584/772025 (Museum) 77521 (Town Hall) ARCHAEOLOGY Villa Paolina Municipal Museums: A.C. Blanc Museum of Prehistory and Archaeology Viareggio (Lucca) - Villa Paolina, via Machiavelli, 2 Phone 0584/961076 ART Villa Paolina Municipal Museums: L. Viani Gallery Viareggio (Lucca) - Villa Paolina, via Machiavelli, 2 Phone 0584/961076 SPECIALIZED MUSEUM Puccini Museum Viareggio (Lucca) - loc. Torre del Lago Puccini, v.le Puccini, 264 Phone 0584/341445

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Musei a Livorno

ART G. Fattori Municipal Museum Livorno - Villa Mimbelli, via San Jacopo in Acquaviva, 63 Phone 0586/808001-804847 NATURAL HISTORY Provincial Museum of Natural History Livorno - Villa "Henderson", via Roma, 234 Phone 0586/802294 SPECIALIZED MUSEUM Mascagni Museum Livorno - Castelletto di Villa Maria, via Ranieri Calzabigi, 54 Phone 0586/852695 (Museum) 862063 (Municipal Library) SPECIALIZED MUSEUM The Ex Voto Collection Livorno - loc. Montenero, Santuario di Montenero, p.zza di Montenero, 9 Phone 0586/579033 SPECIALIZED MUSEUM The Jewish Museum Livorno - Centro di documentazione di cultura ebraica, via Micali, 21 Phone 0586/896290 PROVINCE OF LIVORNO SPECIALIZED MUSEUM The Menu Museum Bolgheri (Livorno) - via dei Colli, 3 Phone 0565/762007 ANTHROPOLOGY The Labour Museum Campiglia Marittima (Livorno) - fraz. Venturina, via della Fiera Phone 0565/855125 (Museum) 852781 (Private) SPECIALIZED MUSEUM Carducci's House Castagneto Carducci (Livorno) - via Giosuc Carducci, 1 Phone 0565/763624 (Town Hall) ARCHAEOLOGY Museum of Etruscan and Roman Archaeology Cecina (Livorno) - loc. S. Pietro in Palazzi, "La Cinquantina", via Guerrazzi Phone 0586/660411(Museum) 680145 (Municipal Library) ANTHROPOLOGY Museum of Northern Maremma Life and Labour Cecina (Livorno) - loc. S. Pietro in Palazzi, "La Cinquantina", via Guerrazzi Phone 0586/660411(Museum) 680145 (Municipal Library) ARCHAEOLOGY Municipal Museum of Archaeology Marciana (Livorno) - Isola d'Elba, via del Pretorio, 66 Phone 0565/901215 (Town Hall) ANTHROPOLOGY The Rural Art Museum Marciana (Livorno) - Isola d'Elba, loc. Marciana Marina, via Santa Croce Phone 0565/901215 ARCHAEOLOGY Gasparri Etruscan Museum Piombino (Livorno) - loc. Castello di Populonia, via di Sotto, 8 Phone 0565/29510 (Private) 29666 (Populonia Services) ARCHAEOLOGY Populonia Archaeology Museum Piombino (Livorno) - p.zza Cittadella, 8 Phone Phone: 0564 221646 ART AND ARCHAEOLOGY The Castle and the Town Museum Piombino (Livorno) - viale del Popolo Phone Phone: 0565/63220-226408 NATURAL HISTORY The Sea Museum Piombino (Livorno) - Palazzo Appiani, p.zza Bovio, 3/4 Phone 0565/225196 (Marine Biology Centre) ARCHAEOLOGY Municipal Museum of Archaeology Portoferraio (Livorno) - Isola d'Elba, loc. Linguella, Fortezza Medicea, Calata Buccari Phone 0565/937111 (Town Hall) 937370-917338 (Museum) ART M. Foresi Municipal Gallery Portoferraio (Livorno) - Isola d'Elba, Centro Culturale "De Laugier", salita Napoleone Phone 0565/937380-917649 (Culture Centre) ART Palazzina dei Mulini National Museum Portoferraio (Livorno) - Isola d'Elba, p.le Napoleone Phone 0565/915846 ART Villa San Martino National Museum Portoferraio (Livorno) - Isola d'Elba, loc. S. Martino, Villa S. Martino Phone 0565/914688 NATURAL HISTORY The Natural History Museum Portoferraio (Livorno) - Isola di Montecristo Phone 0566/40019 (Follonica State Forests Administration) NATURAL HISTORY The Elba's Mineral Museum Rio Marina (Livorno) - Isola d'Elba, Palazzo Comunale, p.zza S. D'Acquisto, 7 Phone 0565/962747 (Museum) 962168 (Private) NATURAL HISTORY A. Ricci Museum of Elba's Minerals Rio nell'Elba (Livorno) - Isola d'Elba, Passo della Pietr, via Marconi Phone 0565/939294 (Museum) 943050 (Town Hall) ARCHAEOLOGY Municipal Museum of Archaeology Rosignano Marittimo (Livorno) - Palazzo Bombardieri, via del Castello, 26 Phone 0586/724287-8 NATURAL HISTORY The Natural History Museum Rosignano Marittimo (Livorno) - loc. Rosignano Solvay, via Monte alla Rena, 41/43 Phone 0586/767052 (Museum) 760310 (Private) SPECIALIZED MUSEUM P. Gori Museum Rosignano Marittimo (Livorno) - Edificio della Potesteria, via del Castello, 26 Phone 0586/799232 ART Museum of Religious Art Suvereto (Livorno) - p.zza Vittorio Veneto, sala San Giusto Phone 0565/829923 (Town Hall) 829219 (private) SPECIALIZED MUSEUM Artistic Museum of the Doll Suvereto (Livorno) - via Magenta, 14 Phone 0565/829923 (Town Hall)

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musei a grosseto

ART Diocesan Museum of Religious Art Grosseto - p.zza Baccarini, 3 Phone 0564/488750-51-54 ART AND ARCHAEOLOGY The Maremma Art and Archaeology Museum Grosseto - p.zza Baccarini, 3 Phone 0564/488750-51-54 ANTHROPOLOGY Museum of Grosseto's Folklore Grosseto - loc. Alberese, Parco Naturale della Maremma Phone 0564/407098 NATURAL HISTORY Municipal Museum of Natural History Grosseto - via Mazzini, 61 Phone 0564/414701 PROVINCE OF GROSSETO ARCHAEOLOGY Archaeology Museum Castiglione della Pescaia (Grosseto) - loc. Vetulonia, via Garibaldi Phone 0564/927411 (Town Hall) 927432 (Municipal Library) ANTHROPOLOGY The Monticello Amiata House Cinigiano (Grosseto) - fraz. Monticello Amiata, via Grande Phone 0564/992777 (Local Tourist Office) 993407 (Town Hall) ART A. Modigliani Gallery Follonica (Grosseto) - p.zza del Popolo, 2 Phone 0566/42412 NATURAL HISTORY Museum of Natural History Follonica (Grosseto) - via Zara Phone 0566/59246 (Municipal Library) SPECIALIZED MUSEUM Museum of Iron and Cast Iron Follonica (Grosseto) - Area ex Ilva, Forno San Ferdinando Phone 0566/40762 ARCHAEOLOGY The Fiora Valley Prehistory and Protohistory Museum Manciano (Grosseto) - Palazzo Nardelli, via Corsini, 5 Phone 0564/629204 (Museum) 629222 (Town Hall) ART Municipal Gallery Manciano (Grosseto) - p.zza Magenta, 1 Phone 0564/629204 (The Fiora Valley Prehistory and Protohistory Museum) 629222 (Town Hall) ART Municipal Gallery Massa Marittima (Grosseto) - Palazzo del Podestr, p.zza Garibaldi Phone 0566/902289 ART AND ARCHAEOLOGY Municipal Museum of Archaeology Massa Marittima (Grosseto) - Palazzo del Podestr, p.zza Garibaldi Phone 0566/902289 ANTHROPOLOGY The Old Oil Mill Massa Marittima (Grosseto) - via Populonia, 3 Phone 0566/902289 (Municipal Museum of Archaeology) ANTHROPOLOGY The Rural Culture Exhibition Massa Marittima (Grosseto) - Castello di Monteregio, p.zza Beccucci Phone 0566/902289 (Municipal Museum of Archaeology) SPECIALIZED MUSEUM Museum of Mining Art and History Massa Marittima (Grosseto) - Palazzetto delle Armi, p.zza Matteotti Phone 0566/902289 (Municipal Museum of Archaeology) SPECIALIZED MUSEUM The Mine Museum Massa Marittima (Grosseto) - via Corridoni Phone 0566/902289 (Municipal Museum of Archaeology) SPECIALIZED MUSEUM The Resistance Permanent Exhibition Massa Marittima (Grosseto) - Sala Consiliare, via Parenti, 69 Phone 0566/902051 (Town Hall) 902756 (Tourist Office) HISTORY Museum of Risorgimento Massa Marittima (Grosseto) - Palazzo del Podestr, p.zza Garibaldi Phone 0566/902289 ARCHAEOLOGY The Cosa National Museum of Archaeology Orbetello (Grosseto) - loc. Ansedonia, area archeologica di Cosa Phone 0564/881421 NATURAL HISTORY The W.W.F. Museum of the Environment Orbetello (Grosseto) - loc. Casale della Giannella, Centro di Educazione Ambientale, strada prov. della Giannella km. 4 Phone 0564/820297 ARCHAEOLOGY Municipal Museum of Archaeology Pitigliano (Grosseto) - Fortezza Orsini, p.zza della Fortezza Orsini Phone 0564/616322 (Town Hall) 615606 (Museum) ART Diocesan Museum Pitigliano (Grosseto) - Fortezza Orsini, p.zza Fortezza Orsini Phone 0564/615568 (Museum) 616074 (Curia) ART Art Collection Roccalbegna (Grosseto) - Chiesa del SS. Crocifisso, via del Crocifisso Phone 0564/989122 (Parish) ANTHROPOLOGY Ethnography Museum Roccalbegna (Grosseto) - fraz. S. Caterina, via Roma, 15 Phone 0564/989032 (Town Hall) ARCHAEOLOGY Archaeology Museum Scansano (Grosseto) - Palazzo Pretorio, p.zza Pretorio, 2 Phone 0564/509411(Town Hall) ARCHAEOLOGY The Territory Documentation Centre Scarlino (Grosseto) - Palazzo Comunale, via della Rocca, 2 Phone 0566/37052 (Town Hall) ARCHAEOLOGY Documentation Centre of the Sovana Archaeological Area Sorano (Grosseto) - loc. Sovana, Palazzo Pretorio, p.zza Pretorio Phone 0564/633023 (Town Hall) ARCHAEOLOGY The Middle Ages and Renaissance Museum Sorano (Grosseto) - Fortezza Orsini, p.zza Cairoli Phone 0564/633767

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musei a firenze

Firenze: Un Viaggio Indimenticabile tra i Suoi Musei

Firenze, culla del Rinascimento, è una città che incanta ad ogni angolo. Ma, oltre ai suoi monumenti iconici, custodisce un patrimonio museale inestimabile. Se, dunque, sei alla ricerca di musei da visitare a Firenze, sei nel posto giusto. In questo blog, ti accompagnerò alla scoperta dei musei fiorentini, dai più celebri ai più nascosti, per svelarti la loro storia, le loro collezioni e le curiosità che li rendono unici.

Un'Esplorazione tra Arte e Storia: I Musei Imperdibili

Innanzitutto, inizieremo il nostro viaggio dalla Galleria degli Uffizi, uno dei musei più importanti al mondo, che ospita capolavori di Botticelli, Leonardo da Vinci e Michelangelo. Successivamente, proseguiremo poi verso Palazzo Pitti, con i suoi musei e il meraviglioso Giardino di Boboli.

Musei Nascosti a Firenze: Tesori da Scoprire Lontano dalla Folla

Ma Firenze non è solo grandi musei. Infatti, esistono piccoli gioielli che meritano di essere scoperti, come il Museo di San Marco, con gli affreschi del Beato Angelico, o il Museo di Palazzo Davanzati, che ci riporta indietro nel tempo, in un'autentica casa fiorentina del Trecento.

Musei di Firenze: Un'Offerta per Tutti i Gusti

Firenze offre musei per tutti i gusti: per esempio, gli appassionati di archeologia potranno visitare il Museo Archeologico Nazionale, mentre gli amanti della scienza troveranno interessanti collezioni al Museo di Storia Naturale "La Specola".

Guida ai Musei di Firenze: Informazioni Pratiche per la Tua Visita

Di seguito, troverai informazioni pratiche per organizzare la tua visita ai musei di Firenze: orari di apertura, prezzi dei biglietti, come arrivare e consigli utili per goderti al meglio l'esperienza.

Un Invito all'Esplorazione: Scopri la Magia dei Musei Fiorentini

Questo blog è un invito a scoprire i musei di Firenze, a lasciarti stupire dalla bellezza delle opere d'arte, a immergerti nella storia e a scoprire le curiosità che rendono questa città un luogo magico. In conclusione, ti auguro una buona lettura e ti invito a seguire i prossimi articoli!

Musei di Archeologia a Firenze e Dintorni

  • Museo di Archeologia De Feis: Firenze - Collegio "Alla Querce", via della Piazzola, 44 - Telefono 055/573621-2
  • Museo Fiorentino di Preistoria: Firenze - via Sant'Egidio, 21 - Telefono 055/295159
  • Museo Archeologico Nazionale: Firenze - via della Colonna, 38 - Telefono 055/23575 (Soprintendenza) 294883 (Prenotazioni)
  • Museo di Antichità di Sant'Appiano: Barberino Val d'Elsa (Firenze) - loc. Sant'Appiano, Pieve di Sant'Appiano - Telefono 055/8075359 (Biblioteca Comunale) 8052230-28 (Ufficio Cultura)
  • Museo Civico di Archeologia: Montaione (Firenze) - Palazzo Pretorio, via Cresci, 15 - Telefono 0571/699254 (Ufficio Turismo) 699252 (Ufficio Cultura)
  • Museo di Archeologia e Ceramica: Montelupo Fiorentino (Firenze) - via B. Sinibaldi, 45 - Telefono 0571/51352 (Museo) 51087 (Direzione)
  • Museo Civico di Archeologia: Vicchio (Firenze) - via Garibaldi, 1 - Telefono 055/8497026 (Comune)

Musei d'Arte: Un Viaggio nella Bellezza

  • Collezione d'Arte A. Della Ragione: Firenze - Complesso delle Oblate, via Sant'Egidio - Telefono 055/283078 (Museo) 2625961 (Ufficio Musei)
  • Museo Bardini e Galleria Corsi: Firenze - p.zza de' Mozzi, 1 - Telefono 055/2342427 (Museo) 2625961 (Ufficio Musei)
  • Cappella Brancacci: Firenze - Chiesa del Carmine, p.zza del Carmine, 14 - Telefono 055/2382195 (Cappella) 2625961 (Ufficio Musei)
  • Casa Buonarroti: Firenze - via Ghibellina, 70 - Telefono 055/241752
  • Chiostro dello Scalzo: Firenze - via Cavour, 69 - Telefono 055/2388604
  • Galleria Corsini: Firenze - Palazzo Corsini, via del Parione, 11 - Telefono 055/218994 (privato)
  • Museo Diocesano di Santo Stefano: Firenze - Chiesa di Santo Stefano al Ponte, p.zza Santo Stefano, 5 - Telefono 055/223205
  • Museo F. Stibbert: Firenze - via F. Stibbert, 26 - Telefono 055/486049 (Museo) 475520 (Guardia)
  • Galleria della Certosa di Firenze: Firenze - loc. Galluzzo, Certosa di Firenze, via Buca di Certosa, 2 - Telefono 055/2049226
  • Museo M. Marini: Firenze - p.zza S. Pancrazio - Telefono 055/219432
  • Palazzo Medici Riccardi - Cappella dei Magi: Firenze - via Cavour, 1 - Telefono 055/2760340
  • Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto: Firenze - via di S. Salvi, 16 - Telefono 055/2388603
  • Museo di Palazzo Vecchio: Firenze - Palazzo Vecchio, p.zza della Signoria, 1 - Telefono 055/2768325 (Museo) 2625961 (Ufficio Musei)
  • Museo di Santa Maria Novella: Firenze - p.zza Santa Maria Novella, 18 - Telefono 055/282187 (Museo) 2625961 (Ufficio Musei)
  • Museo di San Marco: Firenze - p.zza S. Marco, 3 - Telefono 055/2388608 (Museo) 294883 (Prenotazioni gruppi)
  • Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti: Firenze - Palazzo Pitti, p.zza Pitti, 1 - Telefono 055/2388601-2388616 (Galleria) 294883 (Informazioni)
  • Galleria Palatina di Palazzo Pitti: Firenze - Palazzo Pitti, p.zza Pitti, 1 - Telefono 055/2388614 (Galleria) 2388611-613 (Direzione Galleria) 294883 (Informazioni)
  • Appartamenti Reali di Palazzo Pitti: Firenze - p.zza Pitti, 1 - Telefono 055/2388614 (Galleria di Palazzo) 294883 (Informazioni)
  • Galleria dell'Accademia: Firenze - via Ricasoli, 60 - Telefono 055/2388612 (Galleria) 294883 (Informazioni)
  • Collezione d'Arte dell'Arciconfraternita della Misericordia: Firenze - p.zza del Duomo, 20 - Telefono 055/287788
  • Museo Nazionale del Bargello: Firenze - Palazzo del Bargello, via del Proconsolo, 4 - Telefono 055/2388606 (Museo) 294883 (Informazioni)
  • Museo del Capitolo del Duomo: Firenze - p.zza Duomo, 9 - Telefono 055/2398796
  • Cenacolo di Santo Spirito e Fondazione Romano: Firenze - p.zza S. Spirito, 29 - Telefono 055/287043 (Cenacolo) 2625861 (Ufficio Musei)
  • Collezione Contini-Bonacossi: Firenze - Complesso degli Uffizi, via Lambertesca - Telefono 055/294883 (Prenotazioni) 23885 (Soprintendenza)
  • Crocifissione del Perugino: Firenze - Chiesa S. Maria Maddalena de' Pazzi, via Borgo Pinti, 58 - Telefono 055/2478420
  • Refettorio del Conservatorio del Fuligno: Firenze - via Faenza, 42 - Telefono 055/286982
  • Museo Fondazione Horne: Firenze - Palazzo Corsi, via dei Benci, 6 - Telefono 055/244661
  • Collezione Loeser: Firenze - Palazzo Vecchio, p.zza della Signoria, 1 - Telefono 055/2768325 (Museo Palazzo Vecchio) 2625961 (Ufficio Musei)
  • Cappelle Medicee: Firenze - p.zza Madonna degli Aldobrandini, 6 - Telefono 055/2388602 (Museo) 294883 (Informazioni)
  • Villa Medicea della Petraia: Firenze - loc. Castello, via della Petraia, 40 - Telefono 055/451208-452691
  • Museo del Bigallo: Firenze - p.zza San Giovanni, 1 - Telefono 055/215440
  • Museo di Casa Fiorentina Antica: Firenze - Palazzo Davanzati, via Porta Rossa, 13 - Telefono 055/2388610
  • Refettorio del Ghirlandaio e Museo di Ognissanti: Firenze - borgo Ognissanti, 42 - Telefono 055/2396802 (Monastero Ognissanti)
  • Refettorio di Sant'Apollonia: Firenze - via XXVII Aprile, 1 - Telefono 055/2388607
  • Museo del Capitolo di Santa Croce: Firenze - Convento di Santa Croce, p.zza S. Croce, 16 - Telefono 055/244619 - 2342289
  • Galleria dello Spedale degli Innocenti: Firenze - p.zza SS. Annunziata, 12 - Telefono 055/2491708
  • Galleria degli Uffizi: Firenze - p.le degli Uffizi, 6 - Telefono 055/23885 (Soprintendenza) 2388651-2 (Direzione) 294883 (Prenotazioni)
  • Museo della Manifattura "Chini": Borgo San Lorenzo (Firenze) - Villa Pecori Giraldi, via Togliatti, 41 - Telefono: non disponibile
  • Museo di Santa Verdiana: Castelfiorentino (Firenze) - Propositura Collegiata, p.zza Santa Verdiana - Telefono 0571/64096 (Rettoria)
  • Villa Medicea: Cerreto Guidi (Firenze) - p.zza Umberto I, 9 - Telefono 0571/55707
  • Museo di Palazzo Pretorio: Certaldo (Firenze) - p.zza del Vicariato, 4 - Telefono 0571/661219
  • Museo della Collegiata di Sant'Andrea: Empoli (Firenze) - piazzetta della Propositura, 3 - Telefono 0571/76284
  • Museo Bandini: Fiesole (Firenze) - via G. Duprc, 1 - Telefono 055/59477
  • Museo e Fondazione P. Conti: Fiesole (Firenze) - Villa "Le Coste", via G. Duprc, 18 - Telefono 055/597095
  • Collezione d'Arte Religiosa: Figline Valdarno (Firenze) - Collegiata di Santa Maria Assunta, p.zza Marsilio Ficino, 43 - Telefono 055/958518
  • Museo Civico: Fucecchio (Firenze) - Antica fattoria "Corsini", p.zza Vittorio Veneto, 27 - Telefono 0571/20349 (Biblioteca Comunale)
  • Museo del Tesoro di Santa Maria all'Impruneta: Impruneta (Firenze) - Basilica di Santa Maria all'Impruneta, p.zza Buondelmonti, 28 - Telefono 055/2011700 (Biblioteca Comunale)
  • Museo Parrocchiale della Pieve di San Martino a Gangalandi: Lastra a Signa (Firenze) - via Leon Battista Alberti, 37 - Telefono 055/8720008 (Parrocchia)
  • Museo di Arte Sacra: Montespertoli (Firenze) - Pieve di S. Piero in Mercato, via S. Piero in Mercato, 233 - Telefono 0571/6001 (Comune)
  • Museo di Arte Sacra: San Casciano in Val di Pesa (Firenze) - Chiesa di Santa Maria del Gesu, via Roma, 31 - Telefono 055/8229444
  • Collezione di Arte Religiosa: San Piero a Sieve (Firenze) - loc. Bosco ai Frati, Convento di Bosco ai Frati, via di Luciliano, 1 - Telefono 055/848111
  • Raccolta d'Arte Sacra: Scarperia (Firenze) - loc. Sant'Agata Mugello, Oratorio della Compagnia di San Jacopo, via della Pieve, 3 - Telefono: non disponibile  
  • Museo di Arte Sacra: Tavarnelle Val di Pesa (Firenze) - Pieve di S. Piero in Bossolo, via della Pieve - Telefono 055/8076525 (Ufficio Cultura)
  • Museo Beato Angelico: Vicchio (Firenze) - p.zza Don Milani - Telefono 055/8497026 (Comune)

Musei di Antropologia: Alla Scoperta delle Tradizioni

  • Museo di Antropologia ed Etnografia: Firenze - Palazzo Nonfinito, via del Proconsolo, 12 - Telefono 055/2396449
  • Centro Studi sulla Mezzadria del Chianti Fiorentino: Bagno a Ripoli (Firenze) - loc. Osteria Nuova, via dei Colli, 3 - Telefono 055/63951 (Comune)
  • Museo di Casa Erci della Civiltà Contadina: Borgo San Lorenzo (Firenze) - loc. Grezzano - Telefono 055/8492519 (Museo) 8457197 (Biblioteca Comunale)
  • Museo di Etnografia Storica: Bruscoli (Firenze) - via della Chiesa, 4 - Telefono 055/818110
  • Museo della Civiltà Contadina: Figline Valdarno (Firenze) - loc. Gaville, Pieve di S. Romolo - Telefono 055/9501083 (privato)
  • Museo della Civiltà Contadina e Preindustriale: Palazzuolo sul Senio (Firenze) - Palazzo dei Capitani, p.zza del Podestr, 8 - Telefono 055/8046154 (Comune) 8046125 (Ufficio Turistico Locale)
  • Museo della Vita Rurale e dell'Industria: Scarperia (Firenze) - loc. Sant'Agata Mugello, Centro Polivalente, via Montaccianico - Telefono 055/8406750
  • Museo della Cultura Contadina: Sesto Fiorentino (Firenze) - loc. Colonnata, "Casa del Guidi", via Veronelli, 2 - Telefono 055/44961 (Comune) 4496329 (Biblioteca Comunale)

Musei di Storia Naturale: Un Viaggio nella Scienza

  • Museo di Zoologia "La Specola": Sezione del Museo di Storia Naturale: Firenze - via Romana, 17 - Telefono 055/2288251
  • Museo di Botanica: Firenze - via G. La Pira, 4 - Telefono 055/2757462
  • Museo di Geologia e Paleontologia: Firenze - via G. La Pira, 4 - Telefono 055/2757536
  • Museo di Mineralogia e Litologia: Firenze - via G. La Pira, 4 - Telefono 055/2757537-216936
  • Museo di Agricoltura Tropicale: Firenze - Istituto Agronomico per l'Oltremare, via A. Cocchi, 4 - Telefono 055/573201
  • Museo Civico di Paleontologia: Empoli (Firenze) - Palazzo Ghibellino, p.zza Farinata degli Uberti, 10 - Telefono 0571/757817
  • Museo del Paesaggio Storico: Firenzuola (Firenze) - loc. Moscheta, Abbazia - Telefono: non disponibile.

Musei Specializzati: Curiosità e Passioni

  • Museo Storico Topografico "Firenze com'era": Firenze - via dell'Oriuolo, 24 - Telefono 055/2616545
  • Museo di Storia della Fotografia "Fratelli Alinari": Firenze - l.go Fratelli Alinari, 15 - Telefono 055/23951
  • Centro di Attività Artistica: Firenze - via Maggio, 39 - Telefono 055/217294
  • Casa di Dante: Firenze - via Santa Margherita, 1 - Telefono 055/219416
  • Museo Ebraico: Firenze - Sinagoga, via Farini, 4 - Telefono 055/245252
  • Museo P. Parigi: Firenze - Convento di Santa Croce, p.zza Santa Croce, 16 - Telefono 055/244619
  • Museo delle Carrozze di Palazzo Pitti: Firenze - Palazzo Pitti, p.zza Pitti, 1 - Telefono 055/2388614
  • Galleria del Costume di Palazzo Pitti: Firenze - Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti, p.zza Pitti, 1 - Telefono 055/2388713-2388615 (Galleria) 294883 (Informazioni)
  • Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti: Firenze - Casino del Cavaliere del Giardino di Boboli, p.zza Pitti, 1 - Telefono 055/2388605-2388709 (Museo) 294883 (Informazioni)
  • Museo degli Argenti di Palazzo Pitti: Firenze - Palazzo Pitti, p.zza Pitti, 1 - Telefono 055/2388709 (Museo) 294883 (Informazioni)
  • Galleria R. Carnielo: Firenze - p.zza Savonarola, 3 - Telefono 055/2625961 (Ufficio Musei) 27681 (Comune)
  • Casa R. Siviero: Firenze - lungarno Serristori, 1/3 - Telefono 055/2345219 (Museo) 293007 (Amici dei musei fiorentini)
  • Museo S. Ferragamo: Firenze - Palazzo Spini Feroni, via Tornabuoni, 2 - Telefono 055/3360456
  • Museo dell'Opificio delle Pietre Dure: Firenze - via degli Alfani, 78 - Telefono 055/265111
  • Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi: Firenze - p.le degli Uffizi, 6 - Telefono 055/2388671
  • Museo del Soldatino e della Figurina Storica: Calenzano (Firenze) - via Roma, 14/16 - Telefono 055/8833421 (Biblioteca Comunale)
  • Museo G. Duprc: Fiesole (Firenze) - Villa Duprc, via G. Duprc, 19 - Telefono 055/59171 (privato)
  • Antica Farmacia dell'Ospedale Serristori: Figline Valdarno (Firenze) - p.zza XXV Aprile - Telefono 055/91251 (Comune) 9125247 (Ufficio Cultura)
  • Collezione A. Checchi: Fucecchio (Firenze) - Palazzo della Volta, via Guglielmo di San Giorgio, 2 - Telefono 0571/20349 (Biblioteca Comunale)
  • Casa F. Busoni: Empoli (Firenze) - p.zza della Vittoria, 16 - Telefono 0571/711122
  • Museo della Pietra Serena: Firenzuola (Firenze) - viale Roma - Telefono: non disponibile
  • Museo della Vite e del Vino: Rufina (Firenze) - Villa di Poggio Reale, v.le Duca della Vittoria, 125 - Telefono 055/8397932 (Museo) 055/8396532 (Ufficio Cultura)
  • Museo del Ferro Tagliente: Scarperia (Firenze) - Palazzo dei Vicari, via Roma - Telefono 055/8430671 (Biblioteca Comunale)
  • Museo della Manifattura di Doccia Richard-Ginori: Sesto Fiorentino (Firenze) - v.le Pratese, 31 - Telefono 055/4207767
  • Museo "D. Michelacci" della Paglia e dell'Intreccio: Signa (Firenze) - via degli Alberti, 11 - Telefono 055/875700 (Biblioteca Comunale) 875257 (Museo)
  • Casa Museo di Giotto: Vicchio (Firenze) - loc. Vespignano - Telefono 055/844782 (Museo) 8448251 (Biblioteca Comunale)
  • Museo Virtuale di Leonardo da Vinci: Vinci (Firenze) - via Montalbano, 2 - Telefono 0571/56296
  • Casa Natale di Leonardo da Vinci: Vinci (Firenze) - loc. Anchiano, via Faltognano - Telefono 0571/56519 (privato) 568012 (Ufficio Turistico)
  • Museo Leonardiano: Vinci (Firenze) - Castello dei Conti Guidi, via della Torre, 2 - Telefono 0571/56055

Musei di Scienza e Tecnologia: Un Viaggio nella Conoscenza

  • Museo di Storia della Scienza: Firenze - p.zza dei Giudici, 1 - Telefono 055/265311
  • Fondazione Scienza e Tecnica: Firenze - via Giusti, 27 - Telefono 055/2341157

by Valentina
Musei ad Arezzo

ARCHAEOLOGY Mecenate National Museum of Archaeology Arezzo - ex Convento di S. Bernardo, via Margaritone, 10 Phone 0575/20882 ART Casa Museo Ivan Bruschi Arezzo - corso Italia, 14 Phone ART Diocesan Museum of Religious Art Arezzo - Cattedrale di S. Donato, piazzetta dietro il Duomo, 12 Phone 0575/23991 (Sacristy) ART Municipal Gallery of Contemporary Art Arezzo - p.zza della Libertr Phone 0575/377253 (Cultural Office) ART Museum of Medieval and Modern Art Arezzo - Palazzo Bruni-Ciocchi, via San Lorentino, 8 Phone 0575/409050 (Museum) 40901 (Superintendency) SPECIALIZED MUSEUM Vasari's House Arezzo - via XX Settembre, 55 Phone 0575/300301 (Superintendency) PROVINCE OF AREZZO ART AND ARCHAEOLOGY National Museum of Palazzo Taglieschi Anghiari (Arezzo) - Palazzo Taglieschi, p.zza Mameli, 16 Phone 0575/788001 SPECIALIZED MUSEUM Museum of the Confraternity of Mercy Anghiari (Arezzo) - via F. Nenci, 13 Phone 0575/789577 (Confraternity) HISTORY Palazzo Marzocco Anghiari (Arezzo) - p.zza Mameli, 1 Phone 0575/787023 SPECIALIZED MUSEUM Michelangelo Museum Caprese Michelangelo (Arezzo) - via Capoluogo, 1 Phone 0575/793912 (Town Hall) ART Municipal Gallery Castiglion Fiorentino (Arezzo) - Chiesa di S. Angelo al Cassero, via del Cassero Phone 0575/659457 (Municipal Library) 657466 (Museum) ARCHAEOLOGY The Farneta Museum of Archaeology and Palaeontology Cortona (Arezzo) - loc. Farneta, Abbazia di Farneta Phone 0575/610010 ART Diocesan Museum Cortona (Arezzo) - ex Chiesa del Gesu, p.zza del Duomo, 1 Phone 0575/62830 (Museum) 603216 (Director) ART AND ARCHAEOLOGY Museum of the Etruscan Academy of Cortona Cortona (Arezzo) - Palazzo Casali, p.zza Signorelli, 9 Phone 0575/630415-637235 ART V. Venturi Museum Loro Ciuffenna (Arezzo) - p.zza Matteotti, 7 Phone 055/9172551-917011 (Town Hall) ART Municipal Museum Lucignano (Arezzo) - Palazzo Comunale, p.zza del Tribunale, 22 Phone 0575/836899 (Municipal Library) 838001 (Museum) ART Municipal Museum Monte San Savino (Arezzo) - Cassero, p.zza Gamurrini Phone 0575/843098 (Tourism Office) 844845 (Municipal Library) ART Fresco by Piero della Francesca Monterchi (Arezzo) - via della Reglia, 1 Phone 0575/70713 (Museum) 70092 (Town Hall) SPECIALIZED MUSEUM Balances and Weights Museum Monterchi (Arezzo) - Palazzo Massi, via XX Settembre Phone 0575/70710 (Museum) 70092 (Town Hall) ART Museo "E. Galessi" Montevarchi (Arezzo) - via Ammiraglio Burzagli, 43 Phone ART The Collegiate Church Museum of Religious Art Montevarchi (Arezzo) - via Isidoro del Lungo, 4 Phone 055/980468 NATURAL HISTORY Palaeontology Museum of the Accademia Valdarnese del Poggio Montevarchi (Arezzo) - via Poggio Bracciolini, 36/40 Phone 055/981227 NATURAL HISTORY C. Siemoni Forestry Museum Poppi (Arezzo) - loc. Badia Prataglia, via Nazionale, 14 Phone 0575/559054 (Local Tourist Office) 559002 (Forester's Office) NATURAL HISTORY Museum of Ornithology Poppi (Arezzo) - loc. Camaldoli Phone 0575/556014 (Forester's Office) 559054 (Local Tourist Office) ART S. Maria delle Grazie's Cathedral Museum San Giovanni Valdarno (Arezzo) - p.zza Masaccio, 9 Phone 055/9122445 (Cathedral) ART Municipal Museum Sansepolcro (Arezzo) - Palazzo della Residenza, via Aggiunti, 65 Phone 0575/732218 (Museum) 732257 (Municipal Library) SPECIALIZED MUSEUM Aboca Museum Sansepolcro (Arezzo) - Sansepolcro via Niccoln Aggiunti 75 Phone Telefono 0575/733589 HISTORY The Resistance Museum and Library Sansepolcro (Arezzo) - via Matteotti, 10 Phone 0575/742293 (private) ARCHAEOLOGY The Sestinum Museum of Antiquities Sestino (Arezzo) - Pieve San Pancrazio Phone 0575/772206 (Information Office) ART Contemporary Art Museum Stia (Arezzo) - Palagio Fiorentino, via Vittorio Veneto Phone 0575/583388 (Custodian) 50471 (Town Hall) ANTHROPOLOGY The Castle Museum Stia (Arezzo) - loc. Porciano, Castello Phone 0575/58533 (Castle) 582626 (Custodian) NATURAL HISTORY C. Beni Museum of Ornithology Stia (Arezzo) - Centro Visita del Parco Nazionale, via Monte Grappa, 2 Phone 0575/504596 (Museum) 50471 (Town Hall) 50301 (Park)

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